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stefano-fabiSono un Biologo Nutrizionista iscritto alla sez. A dell’Albo Nazionale dei Biologi al n. 062500. Ho conseguito master di I e II livello presso l’Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica A.I.Nu.C. di Roma e mi sto specializzando in Scienza dell'Alimentazione presso l'università Tor Vergata di Roma. Mi occupo di elaborare Piani Nutrizionali personalizzati dopo aver effettuato un esame impedenziometrico per la valutazione della composizione corporea. Mi rivolgo a tutti coloro che vogliono raggiungere il benessere attraverso una sana alimentazione e un corretto stile di vita, con metodi scientifici e personalizzati sulle esigenze della persona.

Collaboro con laboratori convenzionati per l’esecuzione dei test sulle intolleranze alimentari e genetici. Pratico la corsa di fondo e questa passione mi porta ad avere contatti con atleti che vogliono migliorare le loro performance sportive. Collaboro con il sito romacorre.it e con la trasmissione atletica atletica.

Una seconda laurea in Scienze Naturali, con tesi in botanica, mi consente di affidarmi ai rimedi fitoterapici nella pratica clinica.

Allenarsi in sindrome premestruale

sindrome premestruale La sindrome premestruale interessa molte donne in età fertile che manifestano una amplificazione dei fastidi che anticipano l’arrivo delle mestruazioni.

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Stress e alimentazione

DSC_2258A settembre, con la ripresa delle normali attività quotidiane, si dimenticano presto le sensazioni positive date dagli allenamenti effettuati nel clima vacanziero.

Nella consuetudine ci ritroviamo a dover effettuare allenamenti in tempi limitati, in orari non ideali, spesso con l’ansia relativa a problematiche lavorative e familiari.

Questo determina un aumento dello stress negativo (distress) che in termini fisiologici si esprime anche per mezzo di un non corretto dosaggio di un ormone steroideo, il cortisolo.

I sintomi che si avvertono sono quelli tipici del sovrallenamento, ovvero stanchezza, non ci si riesce ad allenare neanche a ritmi blandi, aumento dei battiti cardiaci a riposo, riduzione del sistema immunitario, può comparire un herpes sopito, pancia gonfia.

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Intolleranze alimentari

intolleranze-alimentari-300x296Fattori endogeni (scritti nel nostro DNA) ed esogeni (abitudini alimentari, fattori ambientali) fanno si che non tutti gli alimenti siano egualmente tollerati dal singolo organismo. Riscontro spesso, negli atleti che ho modo di incontrare, casi di intolleranze a sostanze alimentari che causano degli stati di vera e propria “intossicazione”. Nelle parole del filosofo romano Tito Lucrezio Caro “ciò che per alcuni è cibo per altri è veleno” è concentrata l’essenza di questa affermazione. Ciò che mangiamo abitualmente potrebbe rivelarsi, per il nostro organismo, un elemento di intossicazione.
Quando l’organismo entra in contatto con questi alimenti, si scatena una manifestazione con sintomatologie differenti e intensità variabili che prende il nome di “intolleranza alimentare” di recente rinominata come “reazione avversa agli alimenti”.

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Effetti di un regime alimentare a PRAL negativo

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L’alimentazione viene considerata come un elemento determinante capace di esercitare nei confronti della salute il duplice ruolo sia di fattore di rischio che di protezione nella manifestazione e nello sviluppo di patologie di varia natura. Negli ultimi anni lo studio dell’alimentazione sportiva ha assunto un ruolo di primo piano nei programmi di preparazione atletica, in particolare negli sport aerobici, in cui il fabbisogno energetico gioca un ruolo molto importante nella performance

 (Continua....)

Durante la maratona

maratona_ristoroPer affrontare al meglio l’impegno della maratona è indispensabile aver sostenuto il necessario allenamento e una adeguata alimentazione nei mesi che precedono la gara. Non esistono sostanze o preparati che possono sopperire alla mancanza di allenamento, che consiste nell’aver abituato l’organismo a sfruttare al meglio tutte le riserve energetiche disponibili per far lavorare i muscoli.

Durante la gara, più che ingerire sostanze miracolose in grado di migliorare la prestazione sportiva, è necessario conoscere alcuni accorgimenti che permettano di evitare errori che potrebbero rivelarsi fatali per il conseguimento del risultato che ci si è prefissi.

Le indicazioni di seguito riportate si adattano ad atleti di livello amatoriale e sono da ritenersi generiche.

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Cominciare a correre: l'alimentazione

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diete-vegetarianeL’alimentazione di chi inizia a correre non deve essere diversa da una sana alimentazione anche per chi è sedentario. La corsa lunga è un’attività aerobica di durata e di potenza medio-bassa. L’energia che serve per la contrazione muscolare si ricava dai grassi e dagli zuccheri. Una norma generale suggerisce di utilizzare gli zuccheri durante l’attività, ma di non far mancare i grassi nell’alimentazione generale e pre-attività. Ovviamente non dovranno mancare le proteine, anche se non direttamente coinvolte nel fornire energia ai muscoli. La nostra dieta mediterranea fornisce il giusto apporto di nutrienti nelle percentuali di 55/65% di glucidi (zuccheri), 25/30% di lipidi (grassi) e 10/15% di protidi (proteine) garantendo, a lungo termine, benefici per la salute.

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Sonno e prestazione sportiva

passatore1I disturbi del sonno, con frequenti risvegli notturni o difficoltà ad addormentarsi creano certamente dei disagi nelle normali attività quotidiane come il lavoro o lo studio e possono avere anche effetti negativi sulla prestazione sportiva.

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Gli integratori alimentari per lo sport di endurance Parte prima – i sali minerali

roma12264_ferdyfabi2Ho notato che molti sportivi non hanno le idee abbastanza chiare sull’utilizzo degli integratori. La vasta offerta delle case produttrici non facilita la scelta dell’integratore giusto al momento giusto.

Prima di tutto vorrei sottolineare il fatto che gli integratori non devono sostituire un regime alimentare completo e vario e che non esistono integratori capaci di migliorare le proprie prestazioni, sempre dovute ad un duro lavoro di allenamento e di sana alimentazione.

Durante l’attività fisica il lavoro effettuato dai muscoli determina un innalzamento della temperatura corporea che, per essere mantenuta a livelli accettabili, determina la sudorazione.

Il sudore è un liquido ipotonico in gran parte costituito da acqua, ma con la presenza di soluti vari (potassio, magnesio, cloro, acidi grassi, acido lattico, ecc.).

È di fondamentale importanza prevenire il processo di disidratazione e di alterazione osmotica che incorre con la perdita dei soluti. Basti pensare che una diminuzione di acqua del 2% rispetto al peso corporeo determina un calo considerevole delle performance sportive e genera un senso di spossatezza.

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Il recupero

ostia044_muffinAl recupero non si dà, a volte, l’importanza che merita.

Una corretta alimentazione permette un recupero più veloce e, a lungo termine, non consente l’insorgere di carenze nutrizionali. È purtroppo diffusa nei runners la sensazione di stanchezza protratta per giorni dopo allenamenti intensi o gare e la sensazione di avere le gambe “pesanti” che non girano a dovere.

Per capire come intervenire con l’alimentazione per accellerare il recupero e non andare incontro a carenze e quindi alla cronicizzazione dei disturbi sopra citati, bisogna capire quali sono i processi metabolici alla base dell’attività sportiva.

Recuperare significa fare in modo che l’organismo acquisisca nuovamente la capacità di affrontare le sedute di allenamento e le gare al meglio e nel più breve tempo possibile.

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Cominciare a correre: il peso corporeo

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paulaChi inizia a correre lo fa, spesso, perché ha intenzione di dimagrire. Il principio che anima il neo-podista è corretto: i risultati di una dieta, costata magari sacrifici e rinunce, sono vani se non abbinati ad una idonea attività motoria e, aggiungerei, a un sano approccio con l’alimentazione. Il raggiungimento del peso desiderato deve infatti essere accompagnato da una nuova “forma mentis” che contempli il giusto apporto calorico associato ad una attività sportiva. La corsa è uno sport che meglio di altri consente un rapido dimagrimento in quanto è uno sforzo prevalentemente aerobico ad elevato dispendio energetico. Quando si inizia una attività podistica si deve valutare il proprio stato fisico anche dal punto di vista del peso corporeo. Un peso troppo eccessivo può determinare un eccessivo sovraccarico alle articolazioni delle gambe e portare ad infortuni che possono troncare sul nascere la nuova attività sportiva. Ma cosa si intende per peso eccessivo?

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Correre la maratona - prima fase

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giuliano_romaQuesto mese parleremo della maratona e gli articoli sul tema avranno un andamento temporale su come nutrirsi prima, durante e dopo l’impegno sportivo. Dal punto di vista del nutrizionista, l’impegno che viene richiesto all’organismo per affrontare la distanza di 42 km e 195 m è massimo ed è di fondamentale importanza allenare il nostro corpo a sfruttare tutte le risorse energetiche disponibili.
L’energia che serve a far contrarre i muscoli è data da una molecola, l’ATP. Questa molecola è fornita dalle reazioni chimiche che interessano i tre gruppi principali di nutrienti che ingeriamo con l’alimentazione: i glucidi (zuccheri), i lipidi (grassi) e i protidi (proteine).
Il nostro organismo sfrutta in modo preferenziale gli zuccheri per formare ATP (1 g di zucchero fornisce 4 kcalorie). Purtroppo questa fonte non riesce a soddisfare tutto il fabbisogno energetico necessario per coprire la distanza della maratona. Abbiamo quindi due possibilità per ottenere l’energia necessaria:

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